The Lowline: il parco sotterraneo di New York

New York, una metropoli incredibile, affascinante, colorata e ricca di aree verdi vivibili, dalle oasi green più famose come Central Park, Prospect Park con il Brooklyn Botanic Garden al recupero verde della High line fino ai community garden ricavati in residui urbani. E’ proprio in questa città che è nato un progetto ambizioso, inedito chiamato Lowline, un parco sotterraneo nato nel Lower East Side, quartiere meno verde di New York, un progetto finalizzato a divenire bene comune, luogo di aggregazione, sperimentazione e teatro per eventi culturali. Il Lowline è stato aperto al pubblico a Ottobre 2015 ed è il primo parco sotterraneo al mondo.

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Il Lowline dovrebbe occupare lo spazio dell’ex sede del Williamsburg Bridge trolley terminal, costruito nel 1908, che trasportava i passeggeri dal Lower East Side a Brooklyn. Nel 1948, il servizio tram è stato interrotto, nonostante la sua vicinanza con le altre linee della metropolitana e per gli ultimi sei decenni lo spazio è rimasto inutilizzato, conserva ancora ad oggi alcune caratteristiche architettoniche incredibili, parti di binari e soffitti a volta, è inoltre adiacente a una linea metropolitana esistente con la possibilità in futuro di poter godere del parco dalla fermata di Essex Street.

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fonte immagine: Lowline.org

Tutto parte dal 2009 quando due amici, James Ramsey, proprietario di Lower East Side società di progettazione Raad Studio e Dan Barasch, in una notte di chiacchiere in compagnia di una bottiglia di vino decidono di affrontare l’ambiziosa sfida di realizzare un parco verde sotterraneo proprio nell’area abbandonata del Williamsburg trolley terminal, escogitando un sistema di illuminazione degli ambienti sotterranei con luce solare, capace di consentire alla vegetazione di crescere e prosperare.

E così nel 2011, sulla famosa rivista “New York Magazine”, James Ramsey e Dan Barasch hanno lanciato il concept del Lowline, riscuotendo notevole successo.

Nel Febbraio 2012 la squadra lancia una campagna su Kickstarter, che solleva più di $ 155.000 da 3.300 sostenitori provenienti da tutto il mondo, un nuovo record sulla piattaforma per il maggior numero di sostenitori ottenuto da un progetto di urban design.

A supportare il progetto nell’estate del 2012 due studi di pianificazione HR & A Advisors e Arup, chiamati per valutare la fattibilità della costruzione di un parco pubblico in un ex terminal della metropolitana. Entrambi gli studi hanno fornito prove concrete che l’idea poteva essere trasformata in realtà e nel settembre del 2012, in un magazzino abbandonato nel Lower East Side, viene esposto un modello in scala reale del sistema per catturare e ridirezionare la luce solare, utile per verificare il funzionamento della tecnologia solare e la fattibilità di un parco verde sotterraneo.

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fonte immagine: Lowline.org

La mostra “Immaginare il Lowline” ha visto la partecipazione di oltre 11.000 visitatori in appena due settimane, una prova concreta della volontà dei cittadini di affrontare questo ambizioso progetto. Nel tempo hanno contribuito a progettare gli usi futuri del Lowline giovani studenti delle scuole superiori e delle organizzazioni locali. Nell’estate del 2013 il progetto ha ricevuto ulteriore sostegno dal Comune che ha incoraggiato la città a sostenere il progetto ed aiutarlo a progredire. Nel 2014 ha continuato ad essere oggetto di discussione e approfondimento grazie al supporto di diversi professionisti e associazioni come la classe di Giovani Designer al Mark Miller Gallery, i quali hanno prodotto un lavoro che è stato esposto nel Marzo del 2015 alla mostra ” Un progetto per il Lowline”,  in cui la comunità era invitata a fornire un maggiore contributo al progetto.

Dopo anni di ricerca, il Lowline ha aperto al pubblico nel mese di Ottobre 2015 e fino a Febbraio 2016 con il “Lowline Lab”, un laboratorio per esperimenti di illuminazione e orticoltura, dove un prototipo di progetto che sfrutta le tecnologie avanzate diviene luogo di molteplici eventi culturali e di comunità.

Ero a New York in quei giorni, il giorno precedente all’apertura del Lowline Lab, grazie alle indicazioni dei cordialissimi abitanti del Lower east side ho trovato l’entrata del Lowline Lab, le porte erano chiuse, ma qualche cosa era già in fermento.

Ho avuto la fortuna di sbirciare in anteprima grazie a James Ramsey, progettista, che indaffarato nella preparazione della giornata di inaugurazione ha aperto la porta di ferro e forse colpito dalla mia curiosità mi ha fatto sbirciare in anteprima tra le tende nere che mascheravano la massa vegetale illuminando un luogo buio e misterioso.

In effetti vedere un parco verde in un ambiente apparentemente buio lascia dei dubbi, ma il Lowline mira a costruire un nuovo tipo di spazio pubblico che nasce dal recupero di ambienti urbani sotterranei abbandonati come l’ex terminal, che grazie all’integrazione di una tecnologia solare all’avanguardia e di design possano diventare luogo in cui far crescere piante e alberi.

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fonte immagine: Lowline.org

La tecnologia del Lowline permette alla luce solare di arrivare in ambienti completamente bui attraverso un sistema di collettori parabolici che catturano la luce solare riflettendola e direzionandola verso il sotterraneo, attraverso tubi in policarbonato idraulico dotati all’interno di specchi e lenti, fino a raggiungere una parabola che riflette la luce del sole distribuendola su tutta la calotta permettendo all’ambiente sottostante “il paesaggio” di vivere e crescere rigoglioso e di non usufruire dell’elettricità durante il giorno.

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fonte immagine: Lowline.org

Il sistema utilizzatto per portare la luce solare nel sotterraneo è molto complesso e ben strutturato, lascio a fine articolo, per i più curiosi, uno schema più approfindito sul funzionamento.

Protagoniste del progetto sono le piante, alle quali sono rivolte tutte le attenzioni, la loro vita dipende dall’energia del sole che attiva il processo di fotosintesi, indispensabile per la crescita e la riproduzione. Accurata e supportata è stata la scelta della vegetazione da inserire in un paesaggio sotterraneo, con l’aiuto di un team formato da un gruppo di esperti guidato da Signe Nielsen, John Mini Distinctive Landscapes e il Brooklyn Botanical Garden, sono state esaminate variabili relative ai livelli di luce, umidità, temperatura, necessità di luce e acqua, colore e texture.

Nel Lowline Lab ci sono 3000 diverse piante di circa 50 varietà uniche distribuite su 1100 mq di spazio, tra cui ananas, menta, fragole e timo, costantemente monitorate per garantire la giusta dose di luce. L’area di impianto è un sandwich ad alta tecnologia progettato per ridurre al minimo l’erosione e fornire sostanze nutritive necessarie per la vita delle piante. Gli strati comprendono il drenaggio, i materiali di imbottiura per la modellazione della topografia, il terreno leggero per un buon drenaggio e tessuto stabilizzante.

L’obiettivo del Lowline è quello di concludere entro il 2017 gli accordi con il MTA (società responsabile del trasporto pubblico nello stato americano di New York) e il Comune per costruire e gestire il parco sotterraneo. Dopo che le trattative saranno concluse, sarà lanciata una campagna finalizzata ad ottenere ulteriori fondi per sostenere la costruzione del parco, si stima un costo totale dell’opera di 60-70 milioni di dollari.
Da programma nel 2020 La Lowline sarà aperta al pubblico, secondo gli esperti non sarà solo semplicemente e tecnicamente fattibile, ma sarà mezzo di miglioramento dell’economia locale.

Una volta costruito, il Lowline sarà uno spazio culturale dinamico, un progetto che apre gli occhi su una visione innovativa di come la tecnologia può trasformare le città nel 21° secolo. Presto ci sarà un altro luogo da visitare nella “grande mela”, un luogo green e unico al mondo, per ora!
Stay tuned!
Silvia Ramieri

Alcune foto scattate il giorno dell’apertura:

 

SCHEMA DI FUNZIONAMENTO:

FUNZIONAMENTOA “lucernario a distanza”: un sistema a due parti, un pannello altamente riflettente rintraccia la luce del sole e invia la luce al secondo collettore. Una parabola di un metro di diametro concentra la luce in un fascio di potenza 30 volte superiore all’intensità della luce del sole.

B Una parte più piccola del sistema concentra la luce in un piatto parabolico, che direziona la luce del sole verso specifici punti prima di distribuirla nel sotterraneo.

C Tubi di proiezione: nell’estremità superiore e all’interno hanno lenti di precisione e specchi che inviano la luce del sole al un punto di distribuzione. I tubi di plastica aiutano semplicemente a preoteggere gli specchi dalla polvere, ma la luce viaggia essenzialmente attraverso uno spazio vuoto.

D Le lenti: posizionate all’interno dei tubi agiscono entrambi a riorientare la luce e a diffonderla in tutta la calotta.

E Specchi: La scatola di specchi funge da riflettore della luce verso la direzione desiderata. Al centro della scatola, uno specchio è semplicemente spostato per trasformare la luce elettrica in luce naturale se necessario, ma il progetto assicura che durante i periodi di luce solare, non sarà necessario illuminare lo spazio.

F Illuminazione in linea: Nei casi di cielo nuvoloso o di notte, un gruppo di luci ausiliari possono essere accese. Le luci ausiliarie in linea si accendono mediante 3 luci ad alta intensità per ogni collettore solare.

G Calotta solare: Il tetto è utile a modulare e temperare la luce solare. La luce riflessa su il soffitto a parabola crea un rapporto stabile tra luce diffusa e luce diretta che emula le condizioni naturali del cielo.

H Paesaggio: Un terreno ondulato interseca vari livelli di intensità di luce. Dozzine di specie di piante sono state accuratamente posizionate in corrispondenza della loro variazione di luce. Per dare senso di verticalità al parco il concept si ispira alle stalagmiti e stalattiti, che scendono dal cielo e dal terreno si spingono verso l’alto attreverso guide appositamente installate

Silvia Ramieri

 

fonte immagini: Lowline.org

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